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Il giudice a Elisabetta Franchi: condotta anti-sindacale verso le lavoratrici

L'imprenditrice bolognese della moda, già al centro delle polemiche per le sue frasi sul lavoro femminile, perde in Tribunale dopo una vertenza con …

BOLOGNA - Elisabetta Franchi perde in Tribunale la vertenza con la Cgil: la sua condotta viene ritenuta antisindacale. E' stata invece assolta per la gestione degli straordinari. Oggi è stata emanata la sentenza del tribunale di Bologna, dopo che la Cgil aveva citato in giudizio la società Betty Blue, di cui Franchi è amministratore unico, contestando la condotta antisindacale. Secondo il sindacato, con la ripartenza della produzione dopo lo stop dovuto alla pandemia, ai lavoratori erano stati imposti straordinari, ma chi si rifiutava di presentarsi al lavoro di sabato era stato colpito da provvedimento disciplinare. Dopo aver chiesto ripetuti incontri all'azienza, nel novembre del 2011 la Filcams Cgil proclamò lo stato d'agitazione e il blocco degli straordinari. Ma alle lavoratrici che non si presentavano al lavoro negli straordinari, arrivavano comunque lettere di contestazione. Per questo un anno fa la vertenza sindacale si spostò in tribunale e ora la sentenza. Il giudice Chiara Zompì ha "accertato e dichiarato l'antisindacalità della condotta della Betty Blue spa consistente nell'esercizio del potere disciplinare, mediante l'invio delle lettere di contestazione del 23 e 25 novembre 2021 a carico delle lavoratrici aderenti allo stato di agitazione e allo sciopero degli straordinari proclamato da Filcams Cgil". Il giudice ordina quindi di "non dare seguito a tali contestazioni" e di "astenersi per il futuro dall'utilizzare il potere disciplinare per limitare l'esercizio della libertà sindacale e del diritto di sciopero". Il resto del ricorso è respinto, perché per il giudice "non emerge nessun obbligo di consultazione o incontro delle organizzazioni sindacali sul tema dello straordinario". Ma se c'è uno sciopero, le cose cambiano: adesso l'azienda dovrà partecipare alle spese legali per 8.815 euro.

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La Cgil è soddisfatta della sentenza, anche se il ricorso è stato accolto solo in parte: "Pur accogliendo solo in parte le istanze da noi promosse, la sentenza di oggi costringe di fatto l’impresa ad attivare quel confronto sugli straordinari così insistentemente richiesto. Perché se da un lato viene respinta l’obbligatorietà del confronto preventivo sul tema straordinari, in virtù di una rigida interpretazione delle norme del CCNL su cui ci riserviamo di valutare una futura opposizione, dall’altro lato si esplicita inequivocabilmente che non può essere messa in atto alcuna azione contro le lavoratrici e i lavoratori in sciopero". La giudice ha così stabilito: "La condotta della Betty Blue, nel suo complesso, comprova un utilizzo sistematico dello strumento disciplinare a fini intimidatori, con effetti che appaiono perduranti nel tempo". Sono tutte donne le lavoratrici coinvolte nella vertenza e la loro rappresentante sindacale, Lorenza Giuriolo, spiega che è un particolare importante. "Noi avevamo già denunciato comportamenti non rispettosi dei lavoratori, perché lo straordinario ha a che fare con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e incide sulla qualità della vita delle donne lavoratrici. L'atteggiamento non può essere quello di dire: io ho bisogno del tuo lavoro, ti pago e quindi puoi lavorare h24".

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Una notizia che arriva mentre non si è ancora placato il polverone per le parole dell'imprenditrice bolognese sul lavoro femminile ("Le donne le prendo over 40, così se dovevano far figli li hanno avuti, hanno già fatto tutti i giri di boa e possono lavorare al mio fianco tranquille, h24") che erano state pronunciate durante un forum su Donne e Moda. La stilista classe 1968, che un anno fa è stata insignita anche del titolo di Cavaliere della Repubblica, è stata il bersaglio di critiche durissime. Non solo sui social si è alzata un'onda di reazioni, da quelle ironiche ("Ecco a voi la collezione autunno-medioevo") a quelle davvero arrabbiate.

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Ma anche le sue colleghe imprenditrici hanno definito la sua posizione "preistorica". Franchi aveva quindi corretto il tiro, con un comunicato stampa in cui diceva: "Riconosco di essermi espressa in modo inappropriato". "I fatti parlaono chiaro - ha sostenuto Franchi - nella mia azienda su 300 dipendenti, l'80% sono donne, di cui la maggioranza è under 40 e le donne manager sono il doppio degli uomini. Lavorare nel mondo della moda richiese disponibilità, reperibilità, ritmi serrati, dedizione e spesso tutto ciò coincide con grandi rinunce riguardo alla sfera privata, quelle che io per prima come dcapo d'azienda ho dovuto fare per garantire continuità e presenza al lavoro".

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