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Come Georges Seurat iniziò a dipingere con i punti di colore

Il pittore francese, autore di "Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte", è ricordato nel doodle di Google di oggi

Il 2 dicembre Georges Seurat 1859 – 162 anni fa – nacque Georges Seurat, l’artista francese che avrebbe fondato il puntinismo, una tecnica pittorica che prevede la scomposizione dei colori in tanti piccoli punti. Seurat è in particolare l’autore di Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte, un quadro di grandi dimensioni, all’incirca 2 metri per 3, che mostra un gruppo di persone su un prato in riva alla Senna, sull’isolotto della Grande-Jatte.

Studio del 1884 per “Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte” di Georges Seurat, conservato al Metropolitan Museum di New York (Pubblico dominio)

Seurat iniziò la sua carriera di pittore in modo molto tradizionale, studiando in una scuola d’arte, la prestigiosa École des beaux-arts di Parigi. Fin da subito si interessò alle teorie sul contrasto dei colori, come quella del chimico Michel-Eugène Chevreul, grazie a cui poi avrebbe sviluppato la sua personale tecnica pittorica, ma fu grazie alla scoperta dell’Impressionismo, il movimento che rivoluzionò il mondo dell’arte a fine Ottocento, che cominciò a sperimentare. Nel 1879 visitò la quarta mostra degli impressionisti, dove erano esposte opere di Edgar Degas, Claude Monet e Camille Pissarro, tra gli altri, e decise di lasciare l’École des beaux-arts.

“Il giardiniere” di Georges Seurat, realizzato tra il 1882 e il 1883 con una tecnica impressionista, conservato al Metropolitan Museum di New York (Pubblico dominio)

Successivamente Seurat continuò i suoi studi sul colore e sulla luce, leggendo trattati sul tema, e si convinse ad applicare un metodo scientifico alla pittura. Nel tempo applicò alla sua pittura alcuni princìpi precisi, come non utilizzare il nero e i colori terrosi e ottenere le tonalità desiderate con la mescolanza ottica (quel principio per cui ad esempio ruotando un cerchio cromatico si vede il colore bianco), cioè usando tocchi di colori diversi, anche opposti.

Nel 1883 un’opera di Seurat fu esposta al Salon, la mostra annuale organizzata dall’Accademia delle belle arti di Parigi, in cui i pittori potevano farsi conoscere. L’anno successivo però il Salon rifiutò di esporre Bagnanti ad Asnières, e così Seurat si unì al Gruppo degli Artisti Indipendenti, formato da giovani pittori esclusi dai giudici della mostra. In quell’occasione conobbe Paul Signac, l’altro “fondatore” del puntinismo e del divisionismo: Seurat influenzò Signac parlandogli delle teorie scientifiche sul contrasto dei colori, Signac spinse Seurat a eliminare dalla sua tavolozza i colori scuri.

Nel 1886 Seurat partecipò all’ultima mostra degli impressionisti, in cui erano stati inclusi anche i cosiddetti “neoimpressionisti”, dove fu esposta Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte, in cui i colori sono disposti sulla tela a tocchi piccolissimi (la tecnica impressionista prevedeva pennellate più grandi), in base ai principi di complementarità dei colori: nella parte della tela occupata dal fiume dunque possono comparire punti di colore che non sono né blu né azzurri, ad esempio, ma che osservando l’opera dalla giusta distanza non si distinguono e anzi contribuiscono all’effetto complessivo per come funziona la retina dell’occhio umano.

“La parata del circo” di Georges Seurat, realizzato tra il 1887 e il 1888 e conservato al Metropolitan Museum di New York (Pubblico dominio)

Verso la fine degli anni Ottanta dell’Ottocento Seurat divenne critico dei pittori che avevano adottato i princìpi del puntinismo e si allontanò anche da Signac, con cui nacque una disputa su chi fosse il vero inventore del divisionismo. In quel periodo Seurat cominciò a interessarsi alla pittura di oggetti in movimento. Le sue nuove sperimentazioni tuttavia furono interrotte dalla una morte precoce, a soli 31 anni, a causa di una rapida malattia, forse difterite.

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