Giuliano Gemma, la causa di morte dell'attore
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Giuliano Gemma è morto l’1 ottobre 2013 a causa di un incidente stradale a Cerveteri, le cui circostanze non sono mai state pienamente chiarite, soprattutto in merito a presunti ritardi dell’ambulanza. L’attore rimase coinvolto in uno scontro frontale e fu trasportato all’ospedale San Paolo di Civitavecchia, dove i medici non poterono far altro che constatarne il decesso, presumibilmente avvenuto per infarto. Nell’impatto rimasero feriti anche un uomo e suo figlio. Prima di morire, Gemma avrebbe detto che aveva sterzato di colpo per evitare una moto.
L’incidente avvenne a Cerveteri, in via del Sasso, all’incrocio con via di Zambra. Giuliano Gemma, a bordo della sua Toyota Yaris, si scontrò con una BMW, a bordo della quale si trovavano un uomo e suo figlio. Trasportato d’urgenza in ospedale, l’attore sarebbe deceduto per infarto. La seconda moglie dell’attore, Daniela Richerme, decise di avviare un’indagine per far luce su quanto accaduto sotto ogni punto di vista. Stando a quanto dichiarato, pare che l’attore, dopo l’impatto con una BMW all’interno della quale viaggiavano un uomo con suo figlio, sia rimasto cosciente per più di un’ora e mezza all’interno della sua vettura, mentre aspettava i soccorsi che tardavano ad arrivare per problemi di reperibilità tra le ambulanze.
Uno dei più cari amici dell’attore, Roberto Di Berardino, confermò al Messaggero i ritardi nei soccorsi: “Eravamo assieme mezz’ora prima dell’incidente, dalle 18,30 alle 19,10 e discutevamo sui programmi della serata con sua moglie Barbara. Poi lo schianto a due metri da casa mia, in quell’incrocio maledetto. Mi sono precipitato. Giuliano mi ha dato il suo telefonino e volevo abbracciarlo. Giuliano era cosciente, parlava dicendo che i suoi documenti erano nella giacca. L’ambulanza è intervenuta ma è rimasta ferma troppo tempo ed è partita solo quando ne è venuta un’altra. Io non capisco il motivo. Quelli del 118 mi hanno risposto che non poteva andare via perché c’era un bambino ferito. Ma io quel bimbo l’ho visto in piedi e l’ho anche accarezzato. Poi ho seguito Giuliano con la mia auto ma all’ospedale di Civitavecchia non ce l’ha fatta. Non so se sia deceduto prima, ho dei dubbi”
La moglie di Gemma ha dichiarato che un’ambulanza era arrivata ma che non poteva partire prima dell’arrivo di un’altra a causa della presenza di un bambino ferito. La donna, però, afferma che il piccolo stava bene e che era addirittura in piedi e vigile. La ASL, a sua volta, sostiene che una macchina medica è arrivata sul posto 10 minuti dopo l’incidente e che tutto il tempo impiegato serviva alla messa in pratica delle corrette manovre di soccorso stradale.
In quell’occasione però, L’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria spiegò cosa era successo con le ambulanze: “Un’ambulanza e un’automedica sono arrivate dopo dieci minuti dalla chiamata, a quei mezzi si è aggiunta un’altra ambulanza dopo pochi minuti. Il personale specializzato ha provveduto a valutare clinicamente tutti i pazienti coinvolti e li ha stabilizzati per renderne idoneo il trasporto in ospedale. Giuliano Gemma è stato estratto dall’auto con gli opportuni presidi e le giuste tecniche di esecuzione, è stato immobilizzato su tavola spinale, gli è stato apposto un collare cervicale e preso un accesso venoso. Tali operazioni richiedono tempo e questo tempo non è perso. Un corretto trattamento sanitario del paziente e una sua idonea stabilizzazione, soprattutto in caso di trauma, sono indispensabili per cercare di salvargli la vita e scongiurare l’insorgenza di future conseguenze invalidanti”
Sempre secondo il Messaggero, Gemma, poco prima di morire, avrebbe dichiarato ad un soccorritore, che aveva fatto l’incidente per evitare una moto in arrivo.