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Marmolada, crolla un seracco sulla via alla vetta: almeno 15 coinvolti e 7 feriti

Un importante seracco di ghiaccio è crollato sulla Marmolada nei pressi di Punta Rocca. Soccorsi difficili per il rischio di nuovi crolli

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È di sei morti, 8 feriti di cui uno grave e una decina di dispersi il bilancio provvisorio delle vittime del crollo di un enorme seracco sulla Marmolada. Lo rende noto, all’Ansa, Gianpaolo Bottacin, assessore regionale del Veneto alla Protezione civile. Il distacco del seracco dal ghiacciaio della Marmolada è avvenuto nel primo pomeriggio. Secondo quanto si apprende da fonti dei soccorritori, i corpi sarebbero stati estratti dalla massa di ghiaccio ma non ancora recuperati e portati a valle. Gli escursionisti erano probabilmente divisi in due cordate. I soccorritori sono al lavoro con elicotteri e unità cinofile per recuperare altre persone. I feriti sono stati ricoverati in più ospedali, a Belluno, Treviso, Trento e Bolzano. Proprio ieri sulla Marmolada è stato raggiunto il record delle temperature (10 gradi circa in vetta).

Gruppi di persone illese portati a valle

Sulla Marmolada è crollata una parte della calotta del ghiacciaio sommitale di Punta Rocca: una valanga di ghiaccio neve e roccia che ha travolto chi si trovava lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Fino ad ora gli elicotteri hanno portato in quota personale del Soccorso alpino e Unità cinofile da tutto il Trentino per fare una bonifica della valanga. La situazione è pericolosa perché c’è il rischio di ulteriori crolli. Un elicottero è stato attrezzato con la campana Recco, un’apparecchiatura che permette di ricercare chiunque sia in difficoltà in zone aperte. Alcuni gruppi di persone illese sono stati accompagnati a valle dai soccorritori.

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Il tweet dei vigili del fuoco

«Marmolada quota 3500 metri: slavina staccata da un costone, in atto operazioni ricerca di eventuali persone coinvolte. Elitrasportato personale vigili del fuoco Corpo nazionale addestrato per interventi su neve e ghiaccio». Così i vigili del fuoco in un tweet.

Un testimone: boato poi valanga di neve e ghiaccio

«Abbiamo sentito un rumore forte, tipico di una frana, poi abbiamo visto scendere a forte velocità a valle una specie di valanga composta da neve e ghiaccio e da lì ho capito che qualcosa di grave era successo. Col binocolo da qui si vede la rottura del seracco, è probabile che si stacchi ancora qualcosa». Lo ha detto l’Ansa uno dei responsabili del Rifugio Castiglioni Marmolada, testimone del crollo del seracco.

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Soccorsi difficili per rischio di altri distacchi

Sulla Marmolada le operazioni stanno procedendo con difficoltà dato che è necessario mettere in sicurezza l’area per ulteriori distacchi. Nella ricerca dei dispersi, è stato spiegato, viene utilizzato il sistema Recco che si basa sull’utilizzo del radar armonico. Consiste in un apparecchio elettronico denominato detettore che trasmette un segnale e in una piastrina riflettente che può essere inserita all’interno di capi d’abbigliamento, scarponi e zaini da montagna. Questo tipo di apparecchiatura è attualmente in dotazione alle squadre di ricerca del Soccorso Alpino, ciascuna delle quali ha un detettore (R9) che viene impiegato per la ricerca di travolti da valanga in tutte quelle situazioni dove le persone travolte sono prive di apparecchio Artva (la ricetrasmittente indossata dagli scialpinisti per l'autosoccorso e la ricerca di sepolti da valanga). Il detettore Recco è stato realizzato anche in forma più grande e potente come una sorta di campana che può essere agganciata sotto l’elicottero e percepire segnali fino a duecento metri di distanza/ altitudine per la ricerca delle persone disperse in tutti gli ambienti impervi e alpini in genere.

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