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Nasri si è lasciato andare di colpo: quasi irriconoscibile a un mese dal ritiro

Samir Nasri ha 34 anni come Benzemna, Messi o Cavani ma è un ex calciatore
13 Ottobre 2021

Samir Nasri ha 34 anni come Benzemna, Messi o Cavani ma è un ex calciatore. E si vede. A un anno di distanza dall’ultima squadra in cui ha giocato (l’Anderlecht), ha appeso le scarpette al chiodo. S’è lasciato andare di colpo e la condizione atletica è molto lontana da quella di una volta. Nel “Match des Heros” che ha visto in campo le leggende dell’Olympique Marsiglia e una rappresentativa dell’Unicef la sua figura non poteva passare inosservata.

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Sì, è Samir Nasri. Si fa fatica a riconoscerlo considerato l'evidente calo di forma a un mese dal ritiro. L'ex calciatore, 34enne, ha appeso le scarpette al chiodo dopo l'ultima esperienza con l'Anderlecht. Ha la stessa età di Lionel Messi, Karim Benzema o Edinson Cavani ma è in un'altra dimensione da tempo: la sua carriera ha preso una piega decisamente diversa. È fermo da un anno e si vede. S'è lasciato andare abbastanza, di colpo. E la condizione atletica è molto lontana dal quel giocatore che aveva il fisico esile, agile e scattante, lesto nel dribbling e sfrontato abbastanza da ingaggiare duelli con gli avversari.

Nel "Match des Heros" che ha visto in campo le leggende dell'Olympique Marsiglia e una rappresentativa dell'Unicef la sua figura non poteva passare inosservata. Ingenerosi i commenti sui social nei suoi confronti soprattutto per il paragone con altri calciatori come Drogba (protagonista con una tripletta), Karembeu, Cambiasso, Kluivert, Ravanelli oppure l'attuale pilota di Formula 1, Pierre Gasly. Da quando ha appeso le scarpette al chiodo l'ex di Arsenal, Manchester City e Siviglia ha iniziato un'altra vita. Un altro Nasri senza più le pressioni delle tabelle alimentari e degli allenamenti serrati, dei ritmi folli che comportano i calendari odierni.

Bravo, non troppo. Sempre sul punto di esplodere, senza mai riuscirci. La carriera di Nasri è stata sempre caratterizzata dalle discese ardite (non solo in campo) e dalle risalite improvvise. È stato come trovarsi sulle montagne russe: il talento non gli è mai mancato, la continuità e la "testa" gli hanno fatto difetto. Marsiglia poi lo sbarco in Inghilterra e in Premier League con le ciliegina sulla torta del trasferimento al Manchester City. Andò male e da lì è iniziata la parabola discendente fino a qualche breve apparizione in Turchia e poi i Belgio. Fino a questa sera, con un addio al calcio che aveva già dato da almeno un anno.

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