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De Carolis distrugge Scardina nella notte che ha riacceso la boxe italiana

Il romano 37 anni, infligge una vera lezione all'emergente milanese: finisce per kot al quinto round in un Allianz Cloud gremito

''Non ti fidare mai di un vecchietto che non ha nulla da perdere". La frase che fotografa meglio la serata milanese l'ha probabilmente detta Stefano Zoff, uno che di titoli (è stato Europeo e Mondiale) se ne intende. Giovanni De Carolis indubbiamente il tempo lo ha fermato. Nel momento della verità, a 37 anni suonati, al bivio da 'dentro o fuorì della carriera, il vecchio campione risorge e distrugge l'emergente. Daniele Scardina, 26 anni, una carriera di sole vittorie ma anche di avversari non lontanamente paragonabili a quelli affrontati da De Carolis, si risveglia dal suo sogno di un mondiale americano. Kot al quinto round. Senza appelli, senza storia, un contenitore di passioni in un Allianz Cloud gremito dove non è mancato niente: il vecchio contro il giovane, Roma contro Milano, l'antidivo contro il divo (sempre intercettato da social e gossip). Una notte che ha riportato la boxe italiana -anche se a vedere bene non è proprio  così, era 'solò un titolo intercontinentale - indietro nel tempo.

La personalità di De Carolis

De Carolis ha imposto la sua legge con personalità, ha capito che doveva togliere sicurezze ad un avversario i cui limiti - essendo imbattuto - erano più o meno ignoti. La chiave è stata a nostro avviso la partenza a razzo, un paio di destri caricati che hanno scosso Scardina. Un copione mantenuto con efficacia anche nel secondo round, mentre nel terzo il milanese ha cercato di dare linearità alla propria boxe lavorando con il jab e cercando di doppiare con il destro. Ma è stato un fuoco di paglia. Il quarto round, quello decisivo. Scardina, investito da una serie di colpi, con il tronco rigido, incapace di reagire, è andato al tappeto. Si è rialzato, il gong e un inspiegabile temporeggiare dell'arbitro lo hanno salvato, ma uno come De Carolis (ex campione del mondo per chi lo avesse scordato) non è tipo da farsi sfuggire un'occasione del genere. E' rimasto freddo, non ha più sprecato un colpo, e l'arbitro ha interrotto il match - ripetiamo, con colpevole ritardo - scatenando l'entusiasmo incontenibile (nel vero senso della parola) dei tantissimi tifosi venuti da Roma.

Gli attori di Giovanni, il rapper di Scardina

Ha vinto De Carolis, ha vinto anche il pugilato, ha vinto una antica miscela di sport e spettacolo tipica di questo sport: Giovanni ha 'portatò Giacomo Ferrara, lo Spadino di Suburra, e Vinicio Marchionni, il Freddo di Romanzo Criminale, con i quali ha condiviso la sua prima esperienza da attore nel film 'Ghiacciò (segno che poi tanto antidivo non è). Daniele è salito sul ring, accompagnato dal rapper Gue, uno stile mutuato da parecchi pugili americani, lui che si allena alla 5th Gym di Miami. Il resto lo conosciamo, ci manca il futuro. La logica vuole che De Carolis possa avere nuovamente la chance di puntare all'unico titolo che manca alla sua grande carriera, l'Europeo. Scardina invece dovrà avere la pazienza di ricostruirsi. La boxe è anche questo, perdere è successo più di una volta anche a De Carolis, eppure...

De Carolis al momento del verdetto (foto Opi Since 82) De Carolis al momento del verdetto <em>(foto Opi Since 82)</em>
De Carolis al momento del verdetto (foto Opi Since 82) 
Maria Cecchi fallisce l'assalto europeo dopo un match inguardabile

Deludente invece l'Europeo dei supergallo donne. Si è confermata campionessa la spagnola Mary Romero, che ha prevalso nettamente ai punti su Maria Cecchi. La romana, in guardia mancina, ha impostato il match sulla mobilità, puntando sul jab destro. Operazione fallita, anche se è onestamente difficile dare un giudizio, tra testate, trattenute e scorrettezze di ogni tipo che hanno fatto sudare le proverbiali sette camice all'arbitro, costretto anche a dare una penalità ufficiale a Maria Cecchi per una testata volontaria. Verdetto giusto comunque, Romero è andata in crescendo negli ultimi tre round e la romana - soprattutto nel nono - è sembrata in netta difficoltà.

Prodan sconfitto prima del limite dal venezuelano Romero

Interessanti i sottoclou. Dal finale elettrico il match che ha opposto l'ucraino/milanese Maxim Prodan al venezuelano Luis Enrique Romero. Prodan, dopo aver imposto il suo ritmo, non elevatissimo ma comunque costante, sembrava avere in controllo la situazione. Insomma, la sensazione, rivelatasi errata, era di un avvio vero un verdetto ai punti. Invece nel sesto round un micidiale gancio sinistro di Prodan ha mandato al tappeto Romero, che pur sull'orlo del  baratro è riuscito a cavarsela. Qui l'ucraino ha commesso un errore imperdonabile, andando a caccia dell'avversario senza curarsi minimamente della difesa. Romero lo ha centrato d'incontro con un destro dritto molto potente, investendolo poi con una serie di colpi. Contato due volte, con visto lo sguardo fisso nel vuoto, Prodan sha cercato di sostenersi sulle corde ma l'arbitro ha intelligentemente decretato lo stop.

Gli altri match

Il massimo leggero Oronzo Birardi, residente a Mainz ma nato a Palo del Colle (lo stesso paese del grande Vito Antuofermo), ha battuto ai punti il romeno Ovidiu Enache. Match equlibrato, forse Enache ha fatto qualcosa in più ma i giudici l'hanno vista diversamente beccandosi però una valanga di fischi.  Nei pesi medi Joshua Nmomah ha superato ai punti Gabor Gorbics. Infine, nel mach che ha aperto la serata, Daniele Reggi ha battuto Luca Barbessi per kot alla terza ripresa.

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