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Le pagelle (a caldo) di Sudtirol-SPAL 2-0

Fino allo svantaggio arrivato in circostanze (quasi) casuali la SPAL non aveva fatto poi così male al "Druso", poi l'organizzazione e l'impeto fisico del Sudtirol hanno indirizzato la partita in maniera chiara senza mai consentire ai biancazzurri di rien

Fino allo svantaggio arrivato in circostanze (quasi) casuali la SPAL non aveva fatto poi così male al “Druso”, poi l’organizzazione e l’impeto fisico del Sudtirol hanno indirizzato la partita in maniera chiara senza mai consentire ai biancazzurri di rientrare realmente in gioco.

VOTO DI SQUADRA: 5 – Tutto sommato buono l’approccio, poi come al solito il gol degli avversari vale come una specie di sentenza. Certo, c’è di mezzo anche della sfortuna, ma l’inconsistenza offensiva rimane una costante a prescindere da chi siede in panchina. La SPAL si ritrova a sbattere costantemente contro un muro senza mai trovare soluzioni e il raddoppio degli altoatesini arriva con la solita dormita in difesa. Altro tema: non si riescono a sfruttare i calci piazzati, altro peccato imperdonabile.

ALFONSO 6,5 – Incolpevole in occasione dell’azione dell’1-0. Vive intensamente tutte le situazioni delicate della partita, a partire dal gol deciso al VAR fino al giallo (con cui entra in diffida) per proteste su un ammonizione non data a Tait. Nel secondo tempo compie una parata miracolosa su Casiraghi che aveva calciato a botta sicura a rimorchio su un contropiede guidato dal solito Rover. Poteva essere un segnale di riscossa per gli altri, non lo è stato.

DICKMANN 5,5 – Piazza un paio di cross interessanti nella prima parte, proponendosi con discreta continuità. Tiene anche abbastanza a bada Casiraghi. Poi lucidità e intensità vengono meno (dal 24′ st. FIORDALISO 5 – La spinta che garantiva Dickmann, seppure in maniera confusionaria, con lui proprio non si vede).

ARENA 6 – Duella per tutto il match con gli attaccanti rapidi e fisici del Sudtirol, in particolare con Cissé che tenta di impensierirlo costantemente puntando l’area a testa bassa. Alla fine è tra i più solidi della SPAL e si fa trovare pronto anche in area avversaria per i calci piazzati. Spende un giallo per fermare a centrocampo una ripartenza che gli costa la diffida.

MECCARIELLO 6,5 – Tocca a lui provare a ingabbiare quel bestione di Odogwu. Un po’ con le buone e un po’ con le cattive riesce nel compito, anche se inevitabilmente deve concedere qualcosa. Commoventi i suoi tentativi di rianimare la squadra con un paio di accelerazioni palla al piede in mezzo al campo. È tra i pochi a prendere iniziative coraggiose.

CELIA 5,5 – Rover gli scappa in almeno un paio di occasioni critiche e ci devono pensare Alfonso e il palo a rimediare. Le sue scorribande offensive talvolta lo portano a ridosso di fondo campo, ma una volta lì combina pochino. Conquista qualche punizione che viene sprecata.

MURGIA 5 – Nel primo tempo pasticcia con Maistro concedendo campo aperto a un pericoloso contropiede per il Sudtirol ed escluso il semplice compitino in regia c’è davvero poco altro da segnalare. Spreca una punizione dal limite dell’area in una delle poche occasioni in cui la SPAL era riuscita a spingersi con convinzione verso l’area del Sudtirol.

CONTILIANO 6 – Inizia con personalità e arriva anche al tiro al 35′ su suggerimento di Feftatzidis davanti all’area avversaria. Che non gli manchi il carattere si vede anche quando prende un giallo al 40′ per fermare una potenziale ripartenza di Tait. Nel secondo tempo cala, soffrendo inevitabilmente il peso fisico e psicologico della partita in cui fa il suo esordio tra i professionisti, sbagliando un paio di passaggi orizzontali abbastanza banali. Ma è davvero difficile pretendere di più da lui (dal 38′ st. DALLE MURA 6 – Entra per rimpolpare la retroguardia spallina e passare a una difesa a tre. Tiene la posizione nei pochi minuti di gioco effettivi in cui si trova in campo).

ZANELLATO 5,5 – Parte bene, giocando in maniera ordinata e senza tirare mai indietro la gamba. Compie un bell’anticipo dopo venti minuti che lancia il contropiede spallino su cui Maistro guadagna un corner. Cala come i compagni con il passare dei minuti e finisce nella più totale inconsistenza (dal 14′ st. PRATI 6 – Entra dimostrando la giusta malizia nei contrasti e facendo giocate intelligenti. Con lui in campo il centrocampo della SPAL sembra più compatto e ordinato, ma pecca di esperienza in occasione del raddoppio del Sudtirol, quando Zaro gli salta in testa alle spalle sugli sviluppi di un corner dalla sinistra).

FEFTATZIDIS 5,5 – Nel primo tempo è sicuramente tra i più propositivi della SPAL e cresce con il passare dei minuti nonostante i contrasti duri con cui i difensori altoatesini cercano di limitarlo. Prima l’assist per il tiro di Contiliano, poi il sinistro a giro da lontano fuori di pochi millimetri. Trova anche un inserimento in area su sponda di La Mantia, ma non tira e Poluzzi ha tempo di uscire e bloccare la palla (dal 39′ st MONCINI ng – Pochi minuti a disposizione per poter dare un contributo e nessuna palla in area su cui potersi lanciare).

MAISTRO 5 – Pasticcia dopo un quarto d’ora innescando un potenziale pericoloso contropiede sulla sua corsia, ma già dai primi minuti viene sempre raddoppiato e sembra essere l’unico in grado di accendere la luce nella manovra spallina con accelerazioni e dribbling. Spreca una punizione a inizio ripresa da ottima posizione calciando di destro sul palo lontano (dal 24′ st. ROSSI 5,5 – Nei 25 minuti a disposizione prova a fare il regista avanzato, smistando palloni sulle fasce per far salire terzini e centrocampisti e alimentare la manovra offensiva. Nessun sussulto da segnalare).

LA MANTIA 5 – Suo il primo tentativo della SPAL con un colpo di testa su cross di Dickmann dalla trequarti, parato da Poluzzi. Sgomita e duella spalle alla porta con due avversari scomodi come Zaro e Masiello, che di fatto non gli consentono mai di potersi rendere pericoloso in area avversaria. Spesso e volentieri è troppo isolato per poter incidere.

ODDO 5,5 – Ha una squadra corta, sfiduciata, incapace di stare alla pari con chi la mette sul fisico, con evidenti problemi di coesione interna (si vedano i litigi sulle punizioni). Prova a far prevalere la (poca) tecnica nella speranza di sorprendere il Sudtirol, ma il suo piano va a schiantarsi sull’involontaria deviazione vincente di Zaro.

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